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Gon
domenica, 19 aprile 2009
Gon




Autore: Masashi Tanaka
Numero volumi: 7
Edito da Star Comics (collana Storie di Kappa)
Prezzo: i primi volumi sono usciti con le lire. Personalmente ho preso i 7 volumi a 20 € in totale.

Plot:

Gon e' un piccolo dinosauro che, in un'era dove non dovrebbe esistere la sua specie, compie mille incredibile avventure e si diverte un mondo!


Considerazioni:

E' incredibile come certe opere non siano adeguatamente apprezzate e conosciute. Gon e' un'opera che trascende il tempo e la comunicazione: solo per questo, nella sua grandiosa semplicità, dovrebbe avere lo spazio che si merita nei classici del fumetto.

Personalmente mi ha colpito molto non tanto il fatto che non siano presenti dialoghi (e nemmeno onomatopee), ma l'ambientazione di base: un dinosauro - quasi nano ed eternamente piccolo, nella sua fierezza che trascende qualsiasi uomo o animale della nostra epoca - si ritrova, in un mondo dove i dinosauri sono chiaramente estinti, a vivere e a lottare, quasi spensierato.
Gon e' un personaggio fuori dal tempo e da ogni schema. E' la proiezione di una idea, trasportata in un'altra epoca. Non dovrebbe esistere, eppure c'è, e la sua esistenza quasi è accettata dagli altri animali con cui si trova ad interagire.
Non dovrebbe, eppure c'è, va bene così.

Gon non è invincibile, ma è molto forte. Sebbene sia solo una versione in miniatura dei suoi cugini T-Rex, possiede forza e una caparbietà mostruose, sfoderando spesso uno sguardo di ghiaccio che di rado cede alle avversita'.
Gon lotta contro gli orsi, li stende e dorme sulla loro pancia. Porta un elefante a morire nel cimitero, e nello stesso momomento, quasi felice, si rotola sulle ossa dei suoi compagni. Compie incredibili avventure solo dormendo, e no, non sognando. Si incastra in un guscio di tartaruga e sperimenta la loro vita. Diventa un lupo e cresce con tre cucciolotti, vendicando gli omicidi della natura. Dalle montagne simili a quelle del Sud America naviga felice sul fiume più grande e lungo del mondo, dalla sorgente al mare. Tutto questo quasi senza battere ciglio, come se a lui arrivasse tutto quanto naturale, il più delle volte divertendosi un mondo, quasi ingenuamente.
Ogni storia di Gon e' slegata, anche se negli ultimi volumi ci sono personaggi che ricorrono frequentemente.
In ogni caso il piccolo rettile (che di sicuro ha sangue fin troppo caldo) alla fine riesce a farsi amico praticamente chiunque incontra, il tutto senza emettere neanche un verso.

Gon e' molte cose, un vagabondo, un protettore, un predatore, un amico, un cucciolo di lupo, un leader di una banda di sfregiati, un antipatico, ma è sopratutto un'idea, incarnando così tanti aspetti e portando con se' una essenza giurassica che, come ho detto prima, non dovrebbe esistere. Ma in ogni caso c'è, ed e' quasi buffa; non è un caso che gli animali presenti nelle storie (con tanto di nomi scientifici) siano tutti raffigurati realisticamente, a contrario di Gon (di cui non sappiamo niente, se non le sue abitudini: non ci viene presentata la specie, ne' la famiglia). Tra l'altro, anche se appare una versione in miniatura degli antichi carnivori, Gon e' onnivoro: mangia anche funghi e vegetali, addirittura assalta alveari con un mini esercito per ottenere del buon miele.
Sembra quasi di essere noi Gon, catapultati in una identificazione straordinaria e libera in un mondo naturale che forse non conosciamo abbastanza, visto dagli occhi di una creatura straordinaria.

Il mondo di Gon è un mondo muto, eppure assordante nella sua complessa semplicità. Il tutto scorre velocemente, immagini in movimento che compensano la sensazione di smarrimento di fronte a un prodotto cosi' particolare.

I disegni sono straordinari. In particolare ho provato forti emozioni in molte illustrazioni dell'episodio del Grande Fiume (di cui riporto due scans qui sotto) e, tastando con le mani la buona stampa di questi volumi su carta leggermente patinata, mi sono venuti i brividi.
Gli animali sono resi in modo realistico, tralasciando momenti di alcune espressioni facciali che ovviamente devono essere 'cartonizzate' per essere comunicate al meglio.

Gon e' una esperienza da provare. Potrebbe non piacere per le sue peculitarita', alcuni potrebbero abituarsi a queste gia' dal secondo volume, altri no. Tuttavia e' un prodotto meritevole di restare nel classico del fumetto internazionale, portando con se' un messaggio di universalita' che trascende tempo e lingua: in fondo l'ultimo dinosauro ancora rimasto sul pianeta non ha bisogno di niente di cio'.

Voto: 9/10 (secondo i miei standards e' praticamente pieno voto)

Note: la serie risulta terminata col numero 7, sebbene in fondo al volume 7 italiano vi sia "be continued".


Scans dimostrativi:


Lokitama alle 14:53 in: recensioni, manga
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domenica, 21 dicembre 2008
Raimurio Senkitan (o Lime Iro Senkitan)




Genere : Mi piacerebbe capirlo, ma azzardo harem/mecha/sentai
Episodi : 13
Tipo : Serie TV
Prodotto da : ELF
Periodo di trasmissione : gennaio - marzo 2003 (anche se si direbbe anni 90)
Disponiblità in italiano : per carita', speriamo di no


Ci sono delle opere che sfuggono alle concezioni classiche di un genere "particolare", si ritagliano uno spazio per se', dimostrando di essere delle produzioni che sfuggono al concetto stesso di arte, andando ad inserirsi nel panorama delle Leggende, al di la' della mediocrita' che permea questo insulso mondo.
Insomma, ci sono delle serie che possono essere definite Capolavori, degni di essere visti e rivisti, fatti vedere e fatti conoscere.

Non e' il caso di Lime iro Senkintan. Purtroppo, o per fortuna.

Di rado esistono anime piu' insulsi e campati in aria di questo harem/mecha/sentai anime tratto a piene mani (o da pieni piedi) da un hentai game. Ogni cosa, animazione, musica, battuta, opening, ending, ogni minuto, secondo e protosecondo impiegato per visionare questo anime e' tempo buttato alle ortiche; insomma, vedere Lime iro senkintan aiuta la crisi finanziaria, la questione morale, la disoccupazione e non favorisce la rivoluzione industriale, dato che ruba braccia all'agricoltura e menti al terziario.

E' per questo che bisogna osservare questo anime in compagnia e osservarne le peculiarita' sociali e intrinseche che reca con se'.

La storia e' molto semplice. Il tutto si ambienta in una era Meiji alternativa, Russia VS Jap.
Un sopracciglione, probabilmente parente di Makoto di School Days per espressioni facciali e capacità di ragionamento, viaggia per caso in una prateria, trovando una giovane ragazza rinscemita che cade ogni trenta secondi (non scherzo, e' cronometrato); ovviamente ogni volta che si trova a cadere si vedono le solite mutandine.
Se noi le prime volte gioiamo di questo misero fanservice, dopo due minuti e' gia' diventato un assurdo cliche', tanto che il protagonista manco ci bada piu'.
Dopo aver incontrato questa giovane promessa dell'equilibrismo il protagonista si trova ad incontrare:
- una ragazza con un cane orrendo (ma idolo della serie: si chiama Antoinette Gandi XIII) che soffre di schizofrenia;
- una megane-miko che piange il doppio di Kaiji per ogni minima cazzata e infilza bambole vodoo a go-go;
- una loli-tomboy attaccata a un generale abbastanza indifferente al sesso femminile che crepa alla seconda puntata;
- la solita silent girl senza caratterizzazione.
Dopo aver incontrato per caso queste creature di sesso femminile, mister sopracciglione incontra un vecchiaccio intento a raccogliere patate che si rivela per quello che e', l'abile (e pedofilo) capo della nave da guerra del giappone e quelle ragazze sono tutte terribili combattenti!!!111

Cosi' il sopracciglione diventa l'insegnante di queste poveracce, insegnante di cosa finora non s'e' capito, pero' le sue espressioni sono impagabili, per tutta la serie il personaggio si evolve talmente fino a finire in una poltiglia di caratterizzazione (gia' dalla seconda puntata).

Queste terribili ragazze comandano dei mecha usciti dagli ovetti kinder tramite un sistema che somiglia al Wii Remote: si mettono sulla plancia della nave e mimano il combattimento col corpo, cosi' gli orrendi mecha potranno battere gli odiosi (e ancora piu' orrendi) mecha del nemico.
Qualcuno ha detto che e' il sistema di combattimento piu' brutto mai visto in un anime; be', quel qualcuno ha ragione.

Ah, IL nemico e' un cattivo trombaiolo che si fa le sue sottoposte, penso che sia il personaggio meglio caratterizzato della serie (e s'e' visto per 2 secondi in penombra tra l'altro).

Ogni cosa di quest'anime e' dedita al risparmio. Non e' raro trovare regia inesistente, disegni e scene riciclate, libellule che non volano (per puntare al risparmio), altri personaggi fissi sullo sfondo (come i vecchi cartoni della Disney in cui si capiva esattamente chi interagiva con l'ambiente e chi no, restando fissi), orribili mecha su orribili carrozzelle, plot inesistente, contraddizioni e chi piu' ne ha piu' ne metta.

Tirando le somme

In definitiva, Lime Iro Senkintan va assolutamente guardato in compagnia o non va guardato affatto.
Quest'epica saga e' talmente incisa nelle sabbie del tempo che addirittura in Strike Witches per l'episodio del furto delle mutandine si sono ispirati ad esso.
Lime Iro Senkintan non ha niente di orribile da non poter essere visto, ma per contro non ha nulla di bello, nemmmeno una cosa, nemmeno il chara design o le ost, il fanservice o altro; tutto e' di una bassezza e piattume tale da provocare facilmente involontary lulz.
Se Code Geass su questo lato poteva vantare di una realizzazione tecnica piu' che discreta, bene, Lime Iro non ha manco quella.

Una serie da amare e rivedere, per scoprire le bassezze dell'animazione giapponese; c'e' di peggio, ne siamo tutti consci, eppure gia' questa e' una bella prova di trashata degna di essere conosciuta maggiormente in Eurasia e nel cuore di ognuno.
Vai, Antoinette Gandhi XIII!




Screenshots
http://img120.imageshack.us/img120/6993/ra...kitan001ed0.jpg

Eccellenze:
- presenza di mecha orribili con le carrozzelle
- ci sono tre loli che sono la controparte di qui quo qua versione anime
- il vecchio comandante gar e' pedofilo
- sistema di combattimento piu' brutto mai visto in un anime
- fanservice piu' insulso  mai visto in un anime
- i personaggi iniziano a morire gia' dalla seconda puntata
- Antoinette Gandhi XIII.

Voto: 3/10
Trash Vote: 9/10
Lokitama alle 00:08 in: recensioni, anime
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domenica, 02 novembre 2008
Ognuno possiede propri ritmi e consapevolezze. Eventi nel corso dell'anno danno un certo tono e un certo ritmo alla propria vita.
Capodanno altro non e' che una convenzione per sancire questi ritmi. Ognuno poi possiede un periodo dell'anno che aspetta particolarmente, ad esempio il proprio compleanno, le ferie di agosto, o, nel mio caso, la fiera di Lucca Comics.

Questa sancisce per me l'inizio dell'inverno ed ultimamente e' diventata un appuntamento fisso per me, dopo anni di abbandono.
Anche quest'anno abbiamo avuto le due fasi:
- l'attesa della fiera
- il proseguimento della fiera in se'
- il tristissimo dopo fiera.

L'attesa e' una grande fase perche' mi ricorda un po' l'attesa per Natale, con la consapevolezza in fondo al cuore che e' una cosa passeggera. Quest'anno poi portando un costume l'attesa e' stata del tutto particolare, ben diversa dagli anni precedenti.

Il proseguimento della fiera, fisicamente impossibile, e' il punto dove si ritorna coi piedi per terra. La bolgia infernale di gente e la nerdita' presente nell'aria la fan sembrare quasi una leggenda magica nel dopo-fiera, ma al momento diviene cosi' irritante da far venire ogni anno mal di testa. Quest'anno particolarmente e' stato il doppio piu' difficile da gestire. La maledizione alla fine della giornata incombe ogni anno, o per incolonnamenti su autostrada o perche' cinque cretini su un'auto ridono cosi' tanto di cagate da non osservare lo svincolo dovuto, trovandosi cosi' dalle parti della Francia.

Il dopo fiera e' tristissimo. Ci si accorge di non avere preso niente, visto niente, quasi di sprecare una giornata. Se il fatto di aver visto gente e amici lontani, cosa che ti riempie di gioia quasi eterna, ti tira su l'anima, il pensiero di dover tornare alla propria solita vita diventa veramente pesante da mandare giu'.

Insomma, e' stata una fiera deludente come ogni anno per me. I buoni propositi si sprecano sempre prima della fiera, poi si finisce nel nulla cosmico.

Vorrei ringraziare chiunque abbia avuto la pazienza di trattare con me nella giornata di ieri, sia per i miei compagni di viaggio che per chiunque sia riuscito a incontrare o a (non) incontrare. Mi scuso inoltre con chi ho dovuto abbandonare al volo, purtroppo le bolge infernali mi rendono follafobico (qual e' il termine giusto?).

I miei suggerimenti per il prossimo anno sono:
- minacciare con l'uccello di Lucci il sindaco di Lucca a tacere e a fare nuovi parcheggi (Lucca e' anche sinonimo di creazione di meme, ebbene si');
- spalmare di piu' nel centro storico gli stand e mandare il solito uccello di Lucci incazzato come iena a punire chi osa fermarsi a fare foto a un gruppo di 5 persone in via Vittorio Emanuele, creando cosi' una coda tremebonda fino a Plutone;
- fare una copertura decente per i cellulari nell'area di Lucca.

I MIEI propositi buoni per l'anno prossimo invece sono:
- fare il cosplay di Obama
- fare il cosplay di Obama AFRO
- fare il cosplay dell'uccello di Lucci
- stare almeno tre giorni
- evitare di prendere le seppie congelate come secondo al ristorante
- ricordarmi di accorciare le braghe del costume
- uccidere verbalmente Micchi
- portare tante aspirine con me
- creare il Nerd Village nei pressi dell'autostrada di Sarzana
- trovare gli alieni nerd e farli nerdare a Lucca
- evitare di fare il biglietto, tanto mi ritrovo sempre a fare un giro dentro lo stand games per uscirne.

Ci si vede al prossimo Lucca. Parola dell'uccello (di Lucci.)


Lokitama alle 19:14 in: rant
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sabato, 27 settembre 2008
Akeboshi (明星嘉男, Yoshio Akeboshi)
Genere musicale: folk/jpop/jrock
Nato il 1 Luglio 1978 a Yokohama (JP)
Etichetta discografica: Epic Records Japan

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Molti di voi conosceranno Akeboshi (all'anagrafe Yoshio Akeboshi) per la stupenda e coinvolgente ending di Naruto, Wind. Pochi pero' conoscono la sua discografia meritevole, vere perle di dolcezza e malinconia che sfumano molto spesso nell'essenza stessa di vivere.
Questa mini - recensione si propone l'obiettivo di far conoscere Akeboshi, facendo una carrellata generale sui suoi lavori.

In generale su Akeboshi

Di formazione musicale inglese - Yoshio ha studiato per anni a Liverpool, esibendosi in molti locali della zona; i suoi brani sono un'insieme di folk e pop di dubbia provenienza, la loro essenza e' mischiata in emozioni e sensazioni personali, rendendoli quasi irriconoscibili in un contesto musicale sia giapponese che inglese.
Eppure dalle due culture ha assimilato molte emozioni allo stato puro: Yoshio canta sia in inglese sia in giapponese.
La sua musica particolare e la sua voce ancora piu' "strana" (a volte ricorda Kermit del Muppet Show!) rendono le sue canzoni vere e proprie esperienze poetiche trasmesse in musica.
Akeboshi e' famoso per creare i propri pezzi con un raro tempo musicale, il 5/4.

Primo Album: Akeboshi

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Il suo album di debutto risale al 2005, con la seguente tracklist:
1. "Wind"
2. "Night and Day"
3. "Hey There"
4. "No Wish"
5. Akikaze no Uta
6. Haikyo no Sofa
7. "A nine days' wonder"
8. "White Reply"
9. "Faerie punks"
10. "Morning high"
11. "Tall boy"
12. "The audience"
13. "Kamisama no shitauchi"

L'album si presenta come il migliore della sua discografia. Ogni canzone di Akeboshi e' letteralmente intrisa di anima mundi. "Akeboshi" racchiude i suoi pezzi migliori e piu' famosi, tra cui Wind ed Hey There.

Secondo Album: Meet Along the Way
Rilasciato il 2 novembre 2007

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1. "Sky In The Pond"
2. "The Cliff"
3. "Yellow bird"
4. ]"Broken bridge"
5. "Seeds"
6. "shadow of the wind"
7. "Green eyes"
8. "Village Stone"
9. "Mercury is rising"
10. "Diamond Dust"
11. "coille gan crann"
12. "Close my door"
13. "Fukurou" (フクロウ, Owl?)

Il secondo album ha sonorita' leggermente diverse rispetto al primo album. E' Akeboshi indubbiamente, ma termina con l'essere leggermente piu' ritmato in generale e a dare piu' spazio alla musica rispetto all'assimilazione tra il testo e la musica, come succedeva nel primo album.
Fukurou e' una delle canzoni piu' belle di tutto il disco.

In concomitanza e' uscita una versione limitata di questo album con i singoli "Rusty Lance"," "Yellow Moon" e "Along the line".

Terzo Album: Roundabout
Rilasciato l'11 giugno 2008

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Nel caso di Roundabout si tratta di un album senza canzoni nuove, una sorta di raccolta tra tutti i mini cd e i due dischi precedenti.

1. "leaf on leaf"
2. "Sky in the pond"
3. "One step behind the door"
4. "Along the Line"
5. "Peruna"
6. "Yellow Moon"
7. "Rusty lance"
8. "Sounds"
9. "Hey There" (Live)
10. "Seeds" (Live)
11. "Wind" (Live)
12. "A Nine Days' Wonder" (Live)


Singoli

Akeboshi ha rilasciato 5 cd singoli oltre agli album "maggiori" sopra elencati.

Stoned Town
8 agosto 2002
1. "Wind"
2. "Akikaze no Uta" (秋風のうた, Autumn Breeze Song?)
3. "No wish"
4. "Haikyo no Sofa" (廃墟のソファ, Ruins of a Sofa?)

White reply
18 giugno 2003
1. "Tall boy"
2. "Morning high"
3. "White reply"
4. "Money"

Faerie punks
10 marzo 2004
1. "Hey there"
2. "Night and day"
3. "Kamisama no shitauchi" (神様の舌打ち, Tut-tut God?)
4. "Faerie punks"

Yellow moon
19 aprile 2006
1. "Yellow moon (edit)"
2. "Peruna"
3. "One step behind the door"
4. "Hanabi" (花火, Fireworks?)
5. "Yellow moon"
6. "Deep end"

Rusty lance
19 ottobre 2005
1. "Rusty lance"
2. "Sounds"
3. "Writing over the sign"

Colorful Drops
22 agosto 2007
1. "Along the Line"
2. "leaf on leaf"
3. "Fukurou" (フクロウ, Owl?)
4. "Quiet Garden"
"Along the Line" e' il main theme del film "White Mexico"

In conclusione

La discografia di Akeboshi e' un misto di folk e influssi poco chiari da stili occidentali e orientali.
Si potrebbero definire due tipi di canzoni su Akeboshi: quelle "folk" e quelle con un messaggio espresso dalla musica, piu' che dal testo (come Deep End o Money).

Ogni nota, ogni parola, ogni vibrazione della voce in queste canzoni tira le corde della propria anima e fa elevare il proprio spirito verso la malinconia di vivere.
Quante volte ho ascoltato, sotto la pioggia le sue canzoni? Puo' la musica creare altre anime e cambiare le atmosfere della propria vita?
Con me e' successo con tre grandi artisti: Akeboshi, Bump of Chicken e in parte i The Pillows.
Yoshio e' entrato nella mia classifica personale di autori musicali ed e' ai primi posti.

Akeboshi e' un grande artista come pochi ce ne sono in circolazione. La sua voce particolare e il suo spirito si possono ascoltare dalle sue canzoni, e, forse, anche il mio, di spirito, per un attimo, riesce a fondersi con l'infinito, grazie a lui.

Vorrei terminare questa mia mini - recensione citando alcuni passaggi delle sue canzoni, ma la realta' e' che non si puo' fare. Non si possono preferire certe sue emozioni ad altre, poiche' ogni nota che ascolto dalle sue opere e' per me qualcosa di particolare ed intenso.
Akeboshi va vissuto, ed e' un peccato che non sia abbastanza conosciuto (al di la' di canzoni come Wind o Yellow Moon a causa di Naruto) per permettersi qualcosina di piu' dal suo lavoro.
Perche' le sue non sono canzoni, sono emozioni pure racchiuse nei frammenti di tempo che spendo per ascoltarle.

Il voto finale che sento di dargli come artista, per i miei gusti e la mia formazione musicale, e' senza dubbio 10. Se si riesce a intuire la grandezza delle sue canzoni, allora un intero mondo viene spalancato al passaggio delle sue note musicali.
Lokitama alle 19:03 in: musica, recensioni
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venerdì, 26 settembre 2008

Mi hanno fatto LA domanda del secolo, e dato che perlappunto e' la domanda del secolo, mi sento in dovere di rispondere pubblicamente, in questo posto, dedicando tutto questo post a questo unico interrogativo.

La domanda del secolo e':

Perche' Gurren Lagann e' cosi' bello?

La risposta piu' adatta sarebbe:

Cazzo!
E' Gurren Lagann!
Che altro devo dire?




Kamina sta per lollare alacratamente di fronte a 'sta domanda.

Potrei finire il post cosi' e sarebbe la cosa migliore da fare, ma non soddisferei abbastanza il mio ego. Per cui elenchero' seriamente gli aspetti da prendere e celebrare. E no, non diro' cose del tipo "omg! usano le galassie come fottuti shuriken!", perche' queste sono cose secondarie ai fini della magnificenza di quest'opera. Beh oddio insomma, secondarie nei limiti.


Io userei Boota come shuriken.

Gurren Lagann si ritrova ad essere il mio anime e la mia serie preferita in assoluto. Non ci sono molte parole con cui poter descrivere questa serie made in Gainax, e una di queste e' "epica".

Lo so, e' una parole piuttosto abusata. Ma e' cosi'.
Dal dizionario del Corriere della Sera (non ho voglia di andare ad aprire il mio Zingarelli):
epico


[è-pi-co] agg., s. (pl.m. -ci, f. -che)

• agg.

1 Che si riferisce alla poesia epica: poema e.

2 fig. Che ha qualcosa di leggendario rispetto alle ordinarie capacità umane: impresa e.

• s.m. Scrittore di poesia epica

• sec. XVI


Il punto 2 e' abbastanza esaustivo. Gurren Lagann E' leggendario. In 27 episodi sono condensati i momenti piu' epici che abbia mai vissuto in vita mia.

Il ritmo di questo show (come direbbero gli anglofoni d'oltreoceano) e' assurdamente spettacolare. In modo calmo, lento e graduale, giunge sempre, dopo varie tappe, alla destinazione finale: l'universo e l'evoluzione degli esseri viventi.

Se nel primo arco narrativo si ha il protagonista (Simon) rappresentato come un timido ragazzino quasi 'succube' di suo fratello, lentamente, dalla sua vita di scavatore si passa a quella di un eroe liberatore dell'umanita'.

Qui di sotto faro' brevi riassunti degli archi per far comprendere meglio quel che voglio dire. Due righe non bastano per esprimere la sua magnificenza.
Occhio: SPOILERS.

Il primo arco penso sia riassumibile cosi':
1) Introduzione e presentazione
- Presentazione dei personaggi principali, Simon e Kamina
- Introduzione dei personaggi 'secondari' (fino all'episodio 8, dato che alcuni di loro risaltano di piu' dopo il punto-di-non-ritorno per forza di cose)

Questa prima parte si svolge in modo piuttosto lento, in otto episodi, fino a raggiungere il primo culmine di epicità. Qui abbiamo un anime di discreta fattura, in cui si respira un'aria di presentazione e di epicita' sciolta e sbrigliata. Il primo picco, proprio quando oramai i personaggi sono presentati e introdotti appieno, e' appunto ribaltare le carte in tavola, con la storia di Kamina.
Sarebbe gia' un bel plot e per il materiale sarebbe gia' un anime completo, ma appena dopo questa prima sezione in cui si gettano le basi e si creano (in soli 8 episodi!) leggende come Kamina, la Gainax ha deciso di ribaltare le carte in tavola. Simon DEVE essere protagonista e non deve brillare di luce riflessa. Anche questa e' gia' una prova di maturita' artistica.
Per molti episodi le animazioni, lo stile e tutto quanto sulla parte tecnica sono ancora un po' vaghe rispetto a dove si vuole andare a parare, ma nulla mi vieta di pensare che sia stato fatto apposta per rendere la prima parte distaccata rispetto al resto.
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Secondo arco:
2) L'arco di Teppelin
- Presentazione di Nia
- "Creazione della risoluzione di Simon"
- Sconfitta della 'dominazione' e liberazione

In questo arco narrativo si respira gia' epicita' maggiore rispetto al primo. Simon diventa un personaggio principale di tutto rispetto e la Gainax ha giocato molto bene le carte in tavola, rendendolo un personaggio molto credibile. In fondo la sua figura di riferimento muore e, com'e' normale, Simon crolla in un abisso di disperazione.
Proprio in questa disperazione incontra Nia e ritrova un essere diverso, insomma, cresce e matura in modo quasi naturale, senza forzature da parte degli sceneggiatori (naturale nel senso che non sembra eccessivamente forzato come potrebbe essere in qualche altro anime.)
E qui la relazione tra Nia e Simon viene profondamente sviluppata, gettando poi nuovamente le basi per altri plot futuri.
Qui l'epicita' e' maggiore, la potenza nemica e' molto piu' tangibile, le varie prove che Simon deve affrontare (e non solo lui) sono ardue, ma grazie alla sua risolutezza sconfigge i suoi nemici. E qui gli sceneggiatori hanno nuovamente fatto centro: Kamina vive ancora in Simon, hanno trasferito la sua risoluzione e il suo modello in Simon, pur non facendo diventare uno il clone dell'altro.
In questo arco narrativo i personaggi hanno una luce piu' propria, come Yoko. La scomparsa di Kamina ha spianato la strada per caratterizzare maggiormente i personaggi secondari.
L'arco finisce con una sorta di stabilita' e una pace ritrovata. Le animazioni e lo stile sono un po' piu' seriose e magnifiche rispetto alla prima parte: qui si entra nel vivo dell'azione e il climax raggiunge il suo apice. Ormai tutti i personaggi sono abbastanza conosciuti (tranne ovviamente quelli minori come Ailac).
Le fondamenta della narrazione e caratterizzazione sono ESTREMAMENTE solide.

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Terzo e finale:
3) L'arco della Spirale
- Presentazione dei personaggi presenti dopo il time-skip
- Mutazione dello stato dei personaggi
- Epicita' a tutto spiano

Qui la Gainax ha giocato in modo fantastico. Non c'era piu' bisogno di introdurre personaggi nuovi (anche se qualcuno e' stato introdotto, si trattano di pochi), ma piuttosto ha riproposto i vecchi modelli in un'ottica nuova e in una crescita durata sette anni; crescita che non abbiamo visto e goduto, quindi condensata in pochi episodi.
Per esempio Rossiu e' cambiato molto, e cio' in contrapposizione all'immagine creatasi durante il secondo arco di Teppelin lo ha reso ancora piu' odioso. Cio' ha contribuito a fomentare molto l'astio degli spettatori, in quanto la contrapposizione vecchio/nuovo e' molto forte e la comparazione inevitabile.
Dopo qualche episodio di presentazione e di recap sottintesi parte la storia vera e propria della seconda stagione. Il ricordo della figura di Kamina e' meno presente, poiche' gia' nella seconda parte era stata sublimata con la risoluzione di Simon.
Insomma, i personaggi hanno perso la strada alla fine del primo arco con la sua morte. Si sono disperati come orfani nella seconda parte. Sono cresciuti e il mondo va avanti anche senza bisogno di Kamina, nella terza parte. Non hanno bisogno di genitori e questo anime non ha piu' bisogno di una figura carismatica e spaccaculi come lui.
Il che e' una cosa veramente stupenda. Si sente davvero che i personaggi sono cambiati e cresciuti.
Successivamente questi personaggi mutano, com'e' giusto, nel contesto del plot: Rossiu diventa 'buono' (uso questo aggettivo impropriamente), Simon deve fare i conti con le sue responsabilita', Kittan rimane il solito ma assume sfumature diverse, ecct. L'unico dispiacere sono i personaggi minori come appunto Ailac che, anche avendo qualche screen time in piu', non sono sufficentemente caratterizzati. D'altronde il cast di GL e' troppo numeroso per far sviluppare ognuno in modo equo.
E qui ci siamo. Qui si nota dove la Gainax voleva andare a parare. Tutto quello che e' stato fatto fino ad ora - e lo simboleggia anche l'opening del terzo arco, con Simon che cammina sui suoi ricordi verso la spirale - serviva per trafiggere i cieli.
Tutte le fondamenta che sono state costruite fino ad ora, ovvero tutti gli archi narrativi, sono stati eretti per risaltare il climax finale della serie. E non e' "un" climax, ma "il" climax.
La Gainax ha, con maestria ed eleganza, scavato le fondamenta di un enorme grattacielo, finito poi a grattare il cosmo stesso. A fine serie si respira davvero: tutto cio' che e' stato fatto fino ad ora serviva per giungere li', in quel luogo, in quel posto. Mattone su mattone, siamo arrivati a lottare con un Gurren Lagann delle dimensioni di una galassia. Siamo arrivati a lanciare le fottute galassie a mo' di fottuti shuriken!! (oh cazzo l'ho detto!)

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In definitiva, Gurren Lagann e' stupendo e magnifico per il clima epico che si respira, per i personaggi estremamente caratterizzati e le loro evoluzioni, per la sceneggiatura fantastica, se si e' appassionati di anime mecha per le sue citazioni storiche, per l'alta qualita' della serie in generale, per le emozioni che trasmette, per le proporzioni epiche di fine serie, per le spacconate e gli occhiali di Kamina, per la profondita' e le tematiche sull'evoluzione cosmica e sociale nascoste sotto un filo di divertimento, per la regia stupenda, per le emozioni che trasmette, per il finale magnifico e completo.
Gurren Lagann e' unico. Io sono cresciuto sognando le stelle e lo spazio cosmico, fin da bambino; trovarmi un uomo, un semplice scavatore come Simon, trafiggere questo stesso universo, mi ha fatto piangere di gioia. Tanto basta.

Droppare questa serie a 5 episodi dall'inizio e' da irresponsabili. Evitarla a causa di pregiudizi sugli anime mecha (di mecha a la Gundam ha ben poco...) e' da ignoranti. Osservarla fino alla fine e' da persone sagge. Se proprio non sara' tra i favoriti, almeno regalera' emozioni molto piu' profonde. Dal canto mio, l'anime piu' bello della storia fino ad ora.
Una serie animata non mi ha mai fatto sentire tanto completo e soddisfatto come Tengen Toppa Gurren Lagann. Tra i suoi (pochi) bassi e i suoi (molti) alti, questa serie ormai fa parte da me.
Spero che basti come risposta alla domanda.

Lokitama alle 15:44 in: anime, rant, ask
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